Accesso agli Atti

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Chi può accedere agli atti

Il diritto di accesso spetta a chi vi abbia un interesse diretto, concreto e attuale.
La richiesta può essere fatta personalmente e verbalmente all’ufficio che detiene il documento, quando si possa prenderne immediatamente visione e non ci siano dubbi sulla legittimazione e sulla identità del richiedente (accesso informale).
Quando, invece, occorre ricercare i documenti oppure l’ufficio deve valutare se la richiesta provenga da chi sia in possesso dei requisiti necessari, occorre presentare una richiesta scritta e firmata, nella quale devono essere indicati il nome, il cognome e l’indirizzo del richiedente e deve essere specificato il motivo della richiesta (accesso formale).
L'estrazione dei documenti avviene previo pagamento dei diritti di ricerca e di riproduzione vigenti presso l'Ente al momento della richiesta.


I tempi del diritto d'accesso

Il diritto di accesso è esercitabile fino a quando la pubblica amministrazione mantenga l’obbligo di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere.
Gli uffici devono rispondere alla richiesta di accesso formale, indicando la struttura, i giorni e gli orari nei quali è possibile prendere visione o avere copia dei documenti richiesti.
Se l’ufficio ritiene che i documenti non possono essere consultati, deve indicare in modo chiaro e per iscritto al richiedente le ragioni per le quali la sua domanda di accesso non può essere accolta.
In mancanza di risposta formale, entro 30 giorni dalla richiesta, vige la regola del silenzio-diniego, per cui la stessa si intende respinta.


La tutela del diritto d'accesso

Contro il ritardo o il rifiuto di una richiesta di accesso è possibile presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale (TAR) che entro 30 giorni deve decidere se l’ufficio debba o meno concedere l’accesso alla documentazione.
Nei confronti di atti di amministrazioni comunali, provinciali e regionali, inoltre, si può chiedere il riesame della determinazione al difensore civico competente per ambito territoriale (oppure al difensore civico competente per l’ambito territoriale immediatamente superiore, nel caso in cui tale organo non sia stato istituito).
Se il difensore civico ritiene illegittimo il diniego o il differimento, ne informa il richiedente e lo comunica all’autorità disponente, che emana il provvedimento confermativo motivato entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
In assenza di tale provvedimento l’accesso si intende consentito.


I limiti al diritto d'accesso

L’amministrazione deve garantire l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere gli interessi giuridici dei cittadini.
Vi sono, tuttavia, dei casi in cui l’accesso può essere escluso, limitato o differito.
L’accesso è escluso quando il documento è coperto da segreto di stato e nei casi in cui dalla sua divulgazione possa derivare una lesione alla sicurezza e alla difesa nazionale, all’esercizio della sovranità nazionale e alla continuità e correttezza delle relazioni internazionali, quando ciò possa arrecare pregiudizio alla politica monetaria e valutaria, alla tutela dell’ordine pubblico, alla prevenzione e alla repressione della criminalità, quando riguardi la vita privata e la riservatezza di persone fisiche e giuridiche, gruppi, imprese e associazioni o l’attività in corso di contrattazione collettiva nazionale di lavoro; per i documenti concernenti i procedimenti tributari e l’attività diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali o di pianificazione e di programmazione.
Le singole amministrazioni individuano le categorie di documenti sottratti all’accesso (fatti salvi i casi in cui sia sufficiente soltanto differire l'accesso).
Nel caso in cui il documento contenga dati sensibili o giudiziari, l’accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e, se contiene dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale di altri soggetti, la situazione che si intende tutelare con la richiesta di accesso deve essere di rango almeno pari ai diritti dell’interessato o deve consistere in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile.


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